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Incentivi e detrazioni per gli impianti

Aggiornato a ottobre 2026. Le detrazioni climatizzatori 2026 e gli altri incentivi per gli impianti di casa esistono ancora, ma con regole diverse rispetto al passato e con aliquote che dipendono dal tipo di immobile. In questa guida mettiamo in fila, con parole semplici, le agevolazioni in vigore quest’anno per climatizzatori, pompe di calore, antifurto, videosorveglianza e impianti elettrici. Abbiamo verificato ogni informazione sulle fonti ufficiali: Agenzia delle Entrate, GSE, ENEA e Legge di Bilancio 2026.

Una premessa importante: noi siamo impiantisti, non commercialisti. Ti spieghiamo come funzionano le detrazioni climatizzatori 2026 e gli altri incentivi e ti consegniamo fatture e documenti tecnici fatti bene, ma la valutazione fiscale del tuo caso spetta al tuo commercialista o a un CAF. Le regole cambiano spesso, anche durante l’anno: prima di decidere, verifica sempre con lui.

Detrazioni climatizzatori 2026: il quadro in breve

La Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199, articolo 1, comma 22) ha prorogato per tutto il 2026 le aliquote già applicate nel 2025 per il bonus ristrutturazioni e per l’ecobonus. Ha prorogato anche il bonus mobili, che rientra tra le detrazioni climatizzatori 2026 per chi arreda casa dopo una ristrutturazione. Sul fronte dei contributi diretti, dal 25 dicembre 2025 è in vigore il Conto Termico 3.0 gestito dal GSE.

In sintesi, per le detrazioni climatizzatori 2026 le strade principali sono quattro:

  • bonus ristrutturazioni, quando il climatizzatore a pompa di calore rientra tra gli interventi di risparmio energetico o fa parte di lavori più ampi;
  • ecobonus, quando la pompa di calore sostituisce l’impianto di riscaldamento esistente;
  • bonus mobili, quando il climatizzatore viene acquistato per arredare un immobile oggetto di ristrutturazione;
  • Conto Termico 3.0, un contributo del GSE che arriva sul conto corrente, alternativo alle detrazioni.

A queste si aggiungono la detrazione per gli interventi di sicurezza, come antifurto e telecamere, e l’IVA agevolata al 10% sui lavori di manutenzione nelle abitazioni.

Detrazioni climatizzatori 2026: tabella riepilogativa

Intervento Agevolazione Aliquota 2026 Note
Climatizzatore a pompa di calore come intervento di risparmio energetico Bonus ristrutturazioni 50% abitazione principale, 36% altri immobili Spesa massima 96.000 euro per unità, 10 rate annuali, comunicazione ENEA
Sostituzione dell’impianto di riscaldamento con pompa di calore ad alta efficienza Ecobonus 50% abitazione principale, 36% altri immobili Requisiti tecnici, asseverazione, scheda ENEA entro 90 giorni
Pompa di calore in sostituzione dell’impianto esistente Conto Termico 3.0 (GSE) Contributo fino al 65% della spesa ammissibile, in genere Domanda entro 90 giorni dalla fine lavori, rata unica fino a 15.000 euro, alternativo alle detrazioni
Climatizzatore acquistato per arredare un immobile ristrutturato Bonus mobili ed elettrodomestici 50% Spesa massima 5.000 euro complessivi, ristrutturazione iniziata dal 1° gennaio 2025
Antifurto, sensori di effrazione, telecamere collegate a vigilanza Bonus ristrutturazioni (prevenzione atti illeciti) 50% abitazione principale, 36% altri immobili Esclusi i contratti con istituti di vigilanza
Rifacimento o adeguamento dell’impianto elettrico Bonus ristrutturazioni 50% abitazione principale, 36% altri immobili Su singola unità se manutenzione straordinaria; su parti comuni anche ordinaria
Lavori di manutenzione su abitazioni IVA agevolata 10% Regole particolari per i “beni significativi”, come i climatizzatori

Le percentuali indicate per le detrazioni climatizzatori 2026 e per gli altri interventi valgono per le spese pagate entro il 31 dicembre 2026. Conta la data del pagamento, non quella di fine lavori.

Bonus ristrutturazioni: la base delle detrazioni climatizzatori 2026

Il bonus ristrutturazioni è disciplinato dall’articolo 16-bis del Testo unico delle imposte sui redditi. Secondo la scheda dell’Agenzia delle Entrate aggiornata dopo la Legge di Bilancio 2026, per le spese sostenute nel 2026 la detrazione è:

  • del 50% per gli interventi sull’abitazione principale, quando la spesa è sostenuta dal proprietario o dal titolare di un diritto reale di godimento, come l’usufrutto;
  • del 36% negli altri casi, ad esempio seconde case o immobili in cui la spesa è sostenuta dall’inquilino;
  • calcolata su un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare e ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Per le spese del 2027, senza nuove proroghe, le aliquote scenderanno al 36% per l’abitazione principale e al 30% negli altri casi. Puoi consultare la guida dell’Agenzia delle Entrate sulle ristrutturazioni edilizie, aggiornata a febbraio 2026.

Detrazioni climatizzatori 2026 con il bonus ristrutturazioni

Tra gli interventi agevolati ci sono quelli finalizzati al risparmio energetico. La guida dell’Agenzia precisa che possono essere realizzati anche senza opere edilizie vere e proprie, purché si conservi la documentazione che attesta il risparmio. Nell’elenco degli interventi da comunicare all’ENEA compaiono le “pompe di calore per climatizzazione degli ambienti”.

In pratica, per le detrazioni climatizzatori 2026 attraverso il bonus ristrutturazioni conta che l’apparecchio sia una pompa di calore, cioè che riscaldi oltre a raffrescare, e che porti un miglioramento in termini di efficienza. Un condizionatore che fa solo freddo è un caso diverso e va valutato con il commercialista. Lo stesso vale se il climatizzatore viene installato nell’ambito di una ristrutturazione più ampia.

Impianti elettrici e citofonici

Il rifacimento o l’adeguamento dell’impianto elettrico di un appartamento può rientrare nel bonus ristrutturazioni quando si configura come manutenzione straordinaria. Sulle parti comuni dei condomini sono agevolati anche gli interventi di manutenzione ordinaria: per questi lavori trovi i nostri servizi nella pagina servizi per condomini e aziende. Se stai pensando di mettere a norma l’impianto, leggi anche la nostra pagina sulla certificazione dell’impianto elettrico a Sassari.

Cosa non è più agevolato

Dal 2025 non sono più detraibili le spese per sostituire o installare impianti di riscaldamento con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili. Restano agevolabili, tra gli altri, i sistemi ibridi composti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione. Per chi valuta un nuovo impianto, la pompa di calore resta quindi la scelta compatibile con gli incentivi e con le detrazioni climatizzatori 2026.

Ecobonus 2026 per le pompe di calore

L’ecobonus è la detrazione per la riqualificazione energetica degli edifici, regolata dall’articolo 14 del decreto legge 63/2013. Secondo l’Agenzia delle Entrate, per le spese del 2026 spetta nella misura del 36%, elevata al 50% per l’abitazione principale. Per il 2027 sono previste le aliquote del 30% e del 36%.

Tra gli interventi ammessi c’è la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza, oltre agli scaldacqua a pompa di calore e ai sistemi ibridi. Per le detrazioni climatizzatori 2026 tramite ecobonus, quindi, il punto chiave è la sostituzione dell’impianto di riscaldamento esistente, con un apparecchio che rispetti i requisiti tecnici previsti.

Requisiti e adempimenti dell’ecobonus

  • l’edificio deve essere esistente e accatastato o in corso di accatastamento;
  • serve l’asseverazione di un tecnico abilitato sul rispetto dei requisiti, che in alcuni casi può essere sostituita dalla dichiarazione del direttore dei lavori;
  • in alcuni casi serve l’attestato di prestazione energetica (APE);
  • la scheda descrittiva dell’intervento va trasmessa all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori;
  • i pagamenti vanno fatti con bonifico parlante che riporti anche numero e data della fattura.

Ogni tipo di intervento ha un proprio limite massimo di detrazione. Attenzione: nelle detrazioni climatizzatori 2026 bonus ristrutturazioni ed ecobonus non si sommano sulla stessa spesa: per lo stesso intervento si sceglie una sola agevolazione.

Bonus pompe di calore: il Conto Termico 3.0 del GSE

Il Conto Termico è diverso dalle detrazioni: non riduce le tasse in dieci anni, ma riconosce un contributo economico che il GSE versa direttamente sul conto corrente. Per chi non ha abbastanza imposte da detrarre, può essere un’alternativa interessante alle detrazioni climatizzatori 2026.

Come funziona il Conto Termico 3.0

La nuova versione è stata introdotta dal decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 7 agosto 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025, ed è in vigore dal 25 dicembre 2025. Dal 2 febbraio 2026 è attivo il nuovo Portaltermico nell’area clienti del GSE, il Gestore dei Servizi Energetici.

  • i privati possono accedere per gli interventi di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e sistemi ad alta efficienza, come le pompe di calore, anche nelle abitazioni;
  • l’edificio deve essere esistente e già dotato di impianto di climatizzazione;
  • il contributo è calcolato secondo le regole del GSE e arriva, in genere, fino al 65% della spesa ammissibile;
  • per i privati, se non supera i 15.000 euro, viene erogato in un’unica rata; oltre quella soglia, in rate annuali;
  • la richiesta in accesso diretto va presentata entro 90 giorni dalla conclusione dell’intervento, con fatture, pagamenti tracciabili e documentazione tecnica;
  • per gli apparecchi presenti nel catalogo dei prodotti prequalificati è prevista una procedura semplificata.

Cosa è successo nel 2026 e cosa è incerto

Secondo quanto riportato da diverse testate, all’inizio di marzo 2026 il GSE ha sospeso temporaneamente l’invio di nuove domande per l’elevato numero di richieste rispetto ai fondi annuali, e ha riaperto lo sportello il 13 aprile 2026. Non possiamo garantire quale sia la disponibilità dei fondi nel momento in cui leggi questa pagina: va verificata sul portale del GSE prima di avviare i lavori.

Anche la cumulabilità va controllata caso per caso: di norma il Conto Termico non si somma alle detrazioni fiscali per lo stesso intervento, quindi bisogna scegliere tra contributo GSE e detrazioni climatizzatori 2026. Le regole applicative del GSE sono il riferimento ufficiale.

Detrazioni climatizzatori 2026 - Incentivi e detrazioni per gli impianti

Bonus mobili 2026 per i climatizzatori

Il bonus mobili ed elettrodomestici è una detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati a un immobile oggetto di ristrutturazione. La Legge di Bilancio 2026 lo ha prorogato per le spese sostenute nel 2026. Nella guida dell’Agenzia delle Entrate di gennaio 2026, gli “apparecchi per il condizionamento” sono espressamente indicati tra i grandi elettrodomestici. È una delle detrazioni climatizzatori 2026 più usate da chi ristruttura casa.

Le regole principali

  • la spesa massima è di 5.000 euro per unità immobiliare, complessiva per mobili ed elettrodomestici;
  • serve un intervento di recupero edilizio iniziato dal 1° gennaio 2025 per gli acquisti fatti nel 2026;
  • il bonus spetta solo a chi usufruisce anche della detrazione per la ristrutturazione collegata;
  • la detrazione si divide in 10 rate annuali;
  • si può pagare con bonifico, carta di debito o di credito, ma non in contanti o con assegno;
  • rientrano anche le spese di trasporto e montaggio dei beni acquistati.

Sulle classi energetiche, la guida indica valori minimi per forni (classe A), lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie (classe E), frigoriferi e congelatori (classe F). Per i climatizzatori conserva comunque la documentazione da cui risulta la classe energetica, come richiesto dalla guida. Per le detrazioni climatizzatori 2026 tramite bonus mobili, ricordati che se nel 2025 hai già usato parte del tetto per la stessa ristrutturazione, il limite del 2026 si riduce di conseguenza.

Detrazione per antifurto e videosorveglianza

Accanto alle detrazioni climatizzatori 2026, gli interventi per prevenire furti, aggressioni e altri atti illeciti rientrano nel bonus ristrutturazioni, con le stesse aliquote: 50% per l’abitazione principale e 36% negli altri casi. L’Agenzia delle Entrate cita, tra gli esempi:

  • installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti;
  • apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline;
  • fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati;
  • porte blindate, grate, serrature, vetri antisfondamento, casseforti a muro.

La detrazione riguarda solo le spese per gli interventi sugli immobili. Non è agevolato, ad esempio, il contratto con un istituto di vigilanza. Per un impianto di videosorveglianza non collegato a un centro di vigilanza, chiedi al commercialista come inquadrarlo: la formulazione dell’Agenzia è precisa e conviene non darla per scontata. Sui nostri impianti trovi informazioni nelle pagine antifurto a Sassari e sicurezza e videosorveglianza.

IVA agevolata al 10%

Oltre alle detrazioni climatizzatori 2026, esiste un vantaggio immediato in fattura: per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria sulle abitazioni si applica l’IVA al 10% invece che al 22%. L’agevolazione vale sulla prestazione dell’impresa e sui beni forniti nell’ambito del contratto di appalto.

Il caso dei beni significativi

Per le detrazioni climatizzatori 2026 e per l’IVA conta sapere che alcuni beni sono considerati “di valore significativo” da un decreto del 1999. Tra questi ci sono proprio le apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria, i videocitofoni e gli impianti di sicurezza. Per questi beni l’IVA al 10% si applica solo fino a concorrenza del valore della prestazione, calcolato al netto del valore dei beni stessi. La parte eccedente sconta l’IVA ordinaria al 22%.

Un esempio aiuta. Se l’intervento costa in tutto 10.000 euro e il bene significativo vale 6.000 euro, l’IVA al 10% si applica su 8.000 euro (i 4.000 di differenza più altri 4.000 di bene) e il 22% sui restanti 2.000. La legge richiede che la fattura indichi separatamente il valore dei beni significativi. Le nostre fatture lo fanno sempre.

Quando l’IVA agevolata non si applica

L’IVA al 10% non si applica ai materiali acquistati direttamente da te o da un fornitore diverso da chi esegue i lavori. Se compri il climatizzatore online e ci chiedi solo l’installazione, l’aliquota ridotta vale solo sulla nostra prestazione. È un dettaglio che pesa sul costo finale e anche sulle detrazioni climatizzatori 2026.

Documenti necessari per le agevolazioni

Per le detrazioni climatizzatori 2026, come per le altre agevolazioni, ogni bonus ha i suoi documenti, ma alcuni sono comuni a quasi tutti. Ecco cosa conservare, secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate:

  • fatture intestate a chi chiede la detrazione, con descrizione chiara dell’intervento;
  • ricevute dei bonifici o, per il bonus mobili, delle transazioni con carta;
  • i titoli abilitativi se previsti oppure, quando non servono, una dichiarazione sostitutiva con la data di inizio lavori;
  • i dati catastali dell’immobile, da indicare in dichiarazione;
  • la ricevuta della comunicazione ENEA per gli interventi di risparmio energetico, da inviare entro 90 giorni dalla fine dei lavori;
  • per l’ecobonus, l’asseverazione e, quando richiesto, l’APE;
  • per i lavori condominiali, la delibera assembleare e la tabella di ripartizione delle spese;
  • le schede tecniche degli apparecchi e la dichiarazione di conformità dell’impianto.

L’Agenzia ha chiarito che la mancata o tardiva comunicazione all’ENEA, per il bonus ristrutturazioni, non fa perdere la detrazione. Per le detrazioni climatizzatori 2026 conviene comunque inviarla nei tempi.

Un limite per i redditi più alti

Per chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro, l’articolo 16-ter del Testo unico delle imposte sui redditi prevede un tetto complessivo a diverse detrazioni. Anche questo è un aspetto da verificare con il commercialista prima di programmare la spesa.

Pagamenti tracciabili e bonifico parlante

Per le detrazioni climatizzatori 2026 legate al bonus ristrutturazioni e all’ecobonus, il pagamento deve avvenire con il cosiddetto bonifico parlante, cioè il bonifico dedicato alle detrazioni fiscali che banche e Poste mettono a disposizione. Deve riportare:

  • la causale con il riferimento alla norma agevolativa;
  • il codice fiscale di chi beneficia della detrazione;
  • la partita IVA o il codice fiscale dell’impresa che esegue i lavori;
  • per l’ecobonus, anche numero e data della fattura.

Su questi bonifici la banca applica una ritenuta d’acconto dell’11% a carico dell’impresa che riceve il pagamento. Per te non cambia nulla, ma è il motivo per cui serve il modulo specifico. Un bonifico ordinario o compilato in modo incompleto può far perdere la detrazione, salvo i casi di regolarizzazione indicati dall’Agenzia. Per il Conto Termico servono pagamenti tracciabili secondo le regole del GSE.

Per il bonus mobili non serve il bonifico parlante: va bene anche un bonifico normale o il pagamento con carta. Contanti e assegni no.

Come ti aiutiamo con fatture e documentazione

Non facciamo pratiche fiscali e non compiliamo dichiarazioni dei redditi. Possiamo però renderti la vita molto più facile, perché buona parte dei problemi con le detrazioni climatizzatori 2026 nasce da documenti tecnici incompleti.

  • emettiamo fatture dettagliate, con descrizione dell’intervento, marca e modello degli apparecchi e, quando serve, il valore dei beni significativi indicato a parte;
  • ti indichiamo i dati da inserire nel bonifico parlante per il pagamento delle nostre fatture;
  • ti consegniamo schede tecniche e dati di efficienza degli apparecchi installati, utili per la comunicazione ENEA e per il Conto Termico;
  • rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/2008 per climatizzatori e impianti elettrici;
  • i nostri tecnici sono certificati F-Gas e compilano la documentazione prevista dalla normativa sui gas refrigeranti;
  • se il tuo commercialista o il tecnico che segue la pratica ha bisogno di dati sull’impianto, glieli forniamo.

Per le installazioni che rientrano nelle detrazioni climatizzatori 2026 lavoriamo con climatizzatori e pompe di calore Daikin, Mitsubishi Electric, Fujitsu, Panasonic e Samsung. Trovi più dettagli nelle pagine installazione e manutenzione condizionatori e pompe di calore a Sassari.

Le regole cambiano: senti sempre il commercialista

Negli ultimi anni le agevolazioni per la casa sono cambiate quasi ogni anno: aliquote ridotte, tetti di spesa modificati, sconto in fattura e cessione del credito eliminati per la generalità dei casi dal 2023, sportelli GSE aperti e chiusi in base ai fondi. Anche le detrazioni climatizzatori 2026 potrebbero subire modifiche con nuovi provvedimenti o chiarimenti.

Per questo, prima di contare sulle detrazioni climatizzatori 2026, ti consigliamo di:

  1. parlare con il commercialista o il CAF prima di firmare il preventivo, per capire quale agevolazione conviene nel tuo caso;
  2. verificare di avere abbastanza imposte da detrarre nei dieci anni, altrimenti valutare il Conto Termico;
  3. controllare le pagine ufficiali di Agenzia delle Entrate, ENEA e GSE prima di pagare;
  4. pagare solo con gli strumenti corretti e conservare tutto.

Questa guida alle detrazioni climatizzatori 2026 ha uno scopo informativo e riflette le regole che risultano dalle fonti ufficiali a ottobre 2026. Non sostituisce la consulenza di un professionista.

Domande frequenti sulle detrazioni climatizzatori 2026

Con le detrazioni climatizzatori 2026 si recupera il 50%?

Dipende. Con il bonus ristrutturazioni o l’ecobonus la detrazione è del 50% se l’intervento riguarda l’abitazione principale ed è pagato dal proprietario o dal titolare di un diritto reale; negli altri casi è del 36%. Con il bonus mobili è del 50%, su una spesa massima di 5.000 euro.

Posso usare il bonus mobili per un climatizzatore senza ristrutturare?

No. Il bonus mobili spetta solo se è in corso o è stato realizzato un intervento di recupero edilizio sull’immobile, iniziato dal 1° gennaio 2025 per gli acquisti fatti nel 2026. Senza ristrutturazione collegata il bonus mobili non si applica, e per le detrazioni climatizzatori 2026 bisogna valutare le altre strade.

Meglio Conto Termico o detrazione?

Il Conto Termico dà un contributo diretto, in genere in un’unica rata se non supera i 15.000 euro; la detrazione si recupera in dieci anni dalle tasse. Se hai poche imposte da detrarre o vuoi rientrare subito della spesa, il Conto Termico può convenire, compatibilmente con la disponibilità dei fondi. La scelta va fatta con il commercialista.

L’antifurto è detraibile?

Sì, gli impianti antifurto, i sensori di effrazione e le telecamere collegate a centri di vigilanza privati rientrano tra le misure di prevenzione degli atti illeciti del bonus ristrutturazioni, con aliquota del 50% per l’abitazione principale e del 36% negli altri casi.

Si può ancora avere lo sconto in fattura?

Per la generalità dei casi no: dal 17 febbraio 2023 lo sconto in fattura e la cessione del credito non sono più ammessi per questi interventi, salvo eccezioni limitate previste dalla legge. Anche le detrazioni climatizzatori 2026 si utilizzano quindi nella dichiarazione dei redditi.

Mi aiutate con la comunicazione ENEA?

Non presentiamo pratiche fiscali, ma ti forniamo tutti i dati tecnici degli apparecchi installati, le schede e la dichiarazione di conformità che servono a chi si occupa della comunicazione ENEA o della domanda al GSE.

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